I cibofarmaci

Ricco delle esperienze acquisite dagli oltre trent’anni di attività come medico di famiglia, mi sono definitivamente convinto che la migliore cura per i nostri malanni è una buona prevenzione. Mi spiego meglio. Le più importanti malattie che affliggono l’essere umano, a partire da quelle cardiocircolatorie, dal diabete e dai tumori, una volta che hanno cominciato a dare segni della loro presenza, non sono facili da curare, anche se le grandi case farmaceutiche ci vogliono fare credere che producono per noi farmaci miracolosi. Sono bugie a fini commerciali. Ma la maggior parte degli Italiani sembra crederci. Si sono convinti che sia più semplice curare malattie ormai in corso, ricorrendo a tuta una serie di farmaci, piuttosto che fare prevenzione. Nel 2009 in Italia sono state prescritte 926 ‘dosi’ di farmaci al giorno per mille abitanti, praticamente una dose a testa per ogni italiano, che durante l’anno si e’ portato a casa dalla farmacia 30 confezioni di medicine, per un totale di 1,8 miliardi di scatole vendute. Si tratta di un incredibile boom delle prescrizioni mediche, cresciute del 60% rispetto al 2000. E’ la fotografia del Rapporto OsMed 2009, l’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Ecco allora che non dobbiamo meravigliarci se l’Italia ha raggiunto il primato di Paese europeo dove si prescrivono più antibiotici, dopo che la Francia, precedente detentrice del ‘record’, ha abbassato del 20% negli ultimi tre anni il numero di ricette, attraverso campagne di informazione ai cittadini e ai medici. La Calabria e la Sicilia sono i territori meno virtuosi in questo senso. Si arriva a prescrivere una quantità di medicinali doppia o addirittura tripla rispetto alla provincia di Bolzano. Questo significa che, in contesti molto diversi fra loro, è differente anche la prescrizione e soprattutto la richiesta di antibiotici, a causa di motivi culturali. Fra le altre cause c’è anche “la pressione commerciale della industrie farmaceutiche, che logicamente cercano di vendere i loro prodotti.

In realtà è che il nostro organismo si difende strenuamente nei confronti di qualunque malattia, ancor prima che i sintomi compaiano e che noi medici siamo in grado di fare una diagnosi ed iniziare una terapia. È proprio in questo periodo di tempo che dovremmo intervenire con buoni progetti di prevenzione. Infatti, nella maggior parte dei casi, una volta fatta la diagnosi, non è facile farli regredire la malattia perché i meravigliosi meccanismi che sono alla base della nostra salute sono stati in gran parte compromessi. Le cure possono tuttalpiù rallentarne l’evoluzione. La prevenzione può invece ragionevolmente difenderci dalla maggior parte delle malattie e dai problemi legati all’invecchiamento. Fare prevenzione non vuol dire che dobbiamo fin da bambini sottoporci ad tutta una serie rigida di regole e di divieti. Anzi la ricerca nevrotica, come fanno molti, di mantenersi in salute, è addirittura controproducente. Ci sono persone che si ammalano per l’eccessiva preoccupazione di evitare malattie. In fondo in tutti i campi delle attività umane è vero che otteniamo quello che temiamo. Vi posso assicurare che la prevenzione non richiede particolari sacrifici, né eccessive perdite di tempo. La prevenzione va fatta come si usa dire oggi “soft”, cioè con leggerezza e gioia, a partire dal settore più importante per la nostra salute: l’alimentazione. Partendo da queste premesse mi sono deciso a pubblicizzare con impegno tutti quei dati che avevo messo in piedi studiando una corretta alimentazione dell’organo che più mi sta a cuore e che da anni indago con sempre accresciuta emozione: l’Anima. Perché mi sono accorto che quella speciale dieta che avevo creato per l’Anima era capace di dare meravigliosi risultati non solo per le cellule nervose, ma anche per la salute di tutto l’organismo. Sono sufficienti solo due settimane di corretta alimentazione per avere i primi risultati positivi. Diciamo subito che l’Anima come io l’intendo può essere considerata un organo formato da cellule e non qualcosa di impalpabile ed indecifrabile, tanto meno così indefinibile da essere considerata magica da alcuni o del tutto inesistente da altri. La scienza è in grado di cominciare a raccontarci la sua vera storia e non dobbiamo assolutamente perdercela, perché è la chiave di lettura più semplice e più vera per conosce noi stessi. Secondo la mia visione l’Anima è contenuta in una zona precisa del cervello ed è fatta di cellule super specializzate che ho chiamato psiconeuroni (Fabio Norcia, Ho fotografato l’Anima, Armando Editore, Roma, 2004). Come tutte le cellule del nostro corpo, anche gli psiconeuroni dell’Anima hanno bisogno prima di tutto di buon cibo e di ossigeno che in fondo è esso stesso cibo, anche se del tutto particolare. È necessario per questo che la dieta tenga conto non solo delle esigenze degli psiconeuroni, ma anche di quelle del sistema arterioso che attraverso i vasi arteriosi porta loro cibo e ossigeno. Una alimentazione sana deve dunque proteggere, mantenendola efficiente al massimo, anche quella delicata ragnatela di arterie che sono essenziali per la salute dell’Anima e per quella di tutte le altre cellule del cervello. Questo vale per tutti gli organi ma in particolare per il cervello formato da cellule che hanno caratteristiche peculiari che le differenziano dal tutte le altre cellule del corpo. La loro specializzazione, legata ai complessi compiti ad essi assegnati, non consente a queste cellule di essere sostituite. Le cellule dell’Anima, che rappresentano la parte più nobile non solo del nostro corpo ma anche del nostro cervello, godono di una protezione maggiore rispetto a quelle di altri organi e di altre parti del cervello stesso. Innanzi tutto l’Anima è localizzata nella parte più profonda e centrale del cranio e questo le permette di essere meglio protetta dai traumi e dalle infezioni. Il torrente sanguigno che le fa arrivare cibo e ossigeno differisce da tutti quelli degli altri organi, e anche da quello di altre parti del cervello, pure importanti per la nostra salute, ma sicuramente assai meno. Le arterie che portano sangue all’Anima partono tutte da un sistema di arterie poste alla base del cervello che prende il nome di circolo di Willis. Questo particolare tipo di configurazione delle arterie permette che il sangue arrivi a tutte le cellule dell’Anima, anche in caso di emergenza legata a traumi o accidenti circolatori quali infarti o emorragie.

Nonostante questi accorgimenti anche le cellule dell’Anima non si sottraggono alle leggi fisiologiche a cui sono sottoposte tutte le altre cellule del cervello. I neurobiologi hanno calcolato che, a partire dai 30 anni, il cervello umano comincia a perdere giornalmente, per un processo fisiologico definito “apoptosi” (cioè morte cellulare programmata) un certo numero di cellule: poche inizialmente, ma che possono arrivare a centomila al giorno, dopo i 70 anni. Ecco perché dai 30 ai 75 anni il cervello perde fino al 10% del suo peso, e fino al 20% del suo rifornimento di sangue. Ma non basta, perché alla perdita delle cellule si associa anche, come hanno dimostrato le osservazioni microscopiche, una riduzione del numero delle fibre che le connettono tra loro. Inoltre fanno la loro comparsa alcune alterazioni strutturali, le placche senili ed i gomitoli neurofibrillari, che vengono ritenuti espressione di fenomeni degenerativi e comunque patologici. Stando a questi dati c’è veramente poco da stare allegri, ma, per fortuna, il diavolo non è sempre così brutto come lo si dipinge. Cominciamo col dire che una grande risorsa del cervello umano è la cosiddetta ridondanza. Madre natura ci ha infatti provvisto di un numero di cellule nervose di gran lunga superiore a quelle necessarie per l’espletamento di tutte le nostre attività. E’ come se avessimo delle truppe in servizio e molte altre di riserva, a riposo. Quindi, man mano che alcune cellule si perdono, altre possono prendere il loro posto, lasciando immodificata la funzione. Non solo. Altre due proprietà fondamentali del cervello umano sono la globalità e la plasticità. Pur esistendo, come è noto, nel sistema nervoso aree specializzate all’assolvimento di alcune funzioni (quali ad esempio la motilità volontaria, la sensibilità, la comprensione e la articolazione della parola, la percezione visiva ed acustica ed altre ancora), esiste anche la possibilità che cellule nervose, inizialmente non specializzate a compiere una certa funzione, ne diventino capaci, quando “i titolari” sono fuori uso. Si riesce così a capire come, dopo un ictus cerebrale possa essere gradualmente ripreso l’uso di un arto paralizzato o l’uso della parola. Ma tutto questo non basta ad evitare alle cellule nervose un invecchiamento più precoce di quello delle cellule degli altri organi. In effetti si è visto che l’allungamento della vita determina prima di tutto la perdita di funzioni nervose importanti, mentre il funzionamento di organi le cui cellule sanno riprodursi, viene mantenuto più a lungo negli anni. Ecco perché gli anziani di oggi presentano con più frequenza che in passato, quando la vita era più breve, soprattutto malattie del sistema nervoso (demenze senili, Alzheimer, Parkinson, ansia e depressione).

Il cibo sano sicuramente può contrastare il decadimento delle le attività mentali, in particolare quelle dell’Anima che rappresenta il centro operativo di tutto l’organismo. Sui benefici di una dieta corretta giungono dati sempre più numerosi che depongono a favore di una tendenziale riduzione del rischio sia di deficit cognitivo sia della sua progressione a demenze senili compreso l’Alzheimer. Risultati interessanti che confermano l’importanza della dieta per proteggere il cervello si stanno avendo anche per quello che riguarda il morbo di Parkinson e le depressioni senili. Abitudini alimentari sane possono favorire migliori funzioni cerebrali e, conseguentemente, anche consentire di far fronte in maniera molto più efficace alle frustrazioni giornaliere, allo stress e alle insoddisfazioni personali. In attesa di approfondimenti dalla ricerca scientifica sull’invecchiamento cerebrale e sulle sue cause, a beneficio del nostro cervello e della nostra Anima è consigliabile mettersi a dieta.

Se ci sono alimenti che sicuramente fanno ammalare la nostra Anima, ce ne sono altri che servono non solo a prevenire, ma anche a curare le sue malattie. Per questo è importante imparare a conoscere entrambi i gruppi. Il cibo può infatti diventare la prima e più importante medicina da utilizzare al posto dei farmaci chimici che consumiamo in quantità sempre crescenti. Sono convinto che la cucina possa diventare la migliore farmacia e la madia o il frigorifero il posto dove conservare queste speciali medicine. Trattandosi di speciali medicine capaci di tenere in buona salute le cellule più complesse e più importanti del nostro corpo che come abbiamo visto necessitano di attenzioni speciali, è facilmente comprensibile come la dieta per l’Anima possa diventare la dieta più completa anche per gli altri organi del corpo umano, che come sappiamo sono formati da cellule meno esigenti perché in grado generalmente di autoripararsi. Altrimenti dovremmo preparare tutta una serie di diete specifiche per ciascun organo che sicuramente mostrerebbero carenze per altri organi. Proprio quello che è stato fatto fino ad oggi con il risultato di creare confusioni e dubbi nei pazienti alle prese di una grande quantità di indicazioni dietetiche. In realtà tutte le cellule del nostro corpo sono sicuramente collegate tra loro ed ubbidiscono alle stesse leggi. Allora non ci resta altro che seguire la mia proposta. Partire da una dieta base, quella per l’Anima e introdurre eventualmente piccole modifiche per fare una prevenzione mirata o per trattare singole patologie organiche (soprattutto controllo dei carboidrati, dei grassi e delle calorie). Col tempo però mi sono reso conto che nella maggior parte dei casi non è nemmeno necessario apportare alcun tipo di modifiche.

Come medico, negli anni ho potuto constatare che i miei pazienti che hanno seguito queste indicazioni dietetiche, si ammalano meno non solo di malattie infettive e degenerative, a cominciare dalle forme influenzali e tumorali, ma anche di malattie psichiche come l’ansia e la depressione. Per questo ho deciso di pubblicizzare questa dieta speciale che ho chiamato dieta per l’Anima, ma che è capace di soddisfare le esigenze di tutti gli organi. Gli alimenti dunque possono divenire i veri farmaci naturali per eccellenza. Ho così coniato il termine cibofarmaci per definire la mia speciale terapia, la più naturale delle terapie naturali fatta con gli alimenti usati come farmaci: sono assolutamente naturali, non hanno effetti collaterali, costano il giusto, fanno risparmiare un sacco di soldi a noi e allo Stato e “si assumono esclusivamente all’ora dei pasti”.

Alla base di quella che viene considerata la buona piramide alimentare, che molti oramai conoscono, ci sono la verdura e la frutta. Anziché di verdure, io preferisco parlare di vegetali che comprendono tutta una serie di alimenti-farmaci che devono costituire la base saggia dell’alimentazione (verdure di stagione, pane e pasta da farine biologiche integrali possibilmente senza o con poco glutine, riso integrale, legumi, semi oleosi, frutta secca in guscio, semi e spezie aromatiche). Una volta erano serviti come contorno o come cibo da fine pasto. Ma è vero il contrario. Insieme alla frutta di stagione sono da considerarsi il piatto principale delle nostre tavole. Gli altri (carne, pesce, prosciutto, formaggi, dolci etc.) diventano il contorno. È bene limitare il consumo di carne anche ad una sola volta la settimana. Il pesce sarebbe un ottimo alimento, specialmente per la sua digeribilità e per il suo alto contenuto di preziosi acidi grassi omega3, ma purtroppo dobbiamo limitarne il consumo a non più di tre porzioni la settimana, perché oramai troppo ricco di sostanze tossiche (mercurio, piombo e diossina). Le farine bianche raffinate sono farine morte e dunque inattive. Il pane e la pasta ottenuti con farine biologiche integrali sono alimenti vivi capaci di dare impagabili benefici alla nostra salute a partire dalla lotta alle malattie cardiocircolatorie e al diabete. La percentuale di glutine va valutata attentamente (sono da preferire le farine di grano saraceno, riso, mais, quinoa, amaranto, miglio che non lo contengono, o l’avena, il farro, il grano kamut e il grano Senatore Cappelli che contengono minori quantità di questa pericolosa proteina, rispetto alla farina di grano Creso, comunemente usata). In Italia si utilizzano pochi semi e spezie aromatiche ma fortunatamente la diffusione dei ristoranti etnici ne ha reso più comune ed apprezzato il loro uso: eppure curcuma, zafferano, cumino, coriandolo e nigella, per citare le più importanti, contengono preziose sostanze antiossidanti e consentono di ridurre il contenuto di sale negli alimenti, a tutto vantaggio della salute non solo del cervello e dell’Anima. Le cotture più semplici sono le migliori. Il condimento è tassativamente solo olio extravergine d’oliva e, dobbiamo aggiungere, di alta qualità. Ciò vuol dire che dobbiamo preferire quello che contiene, e lo dichiara nell’etichetta, le quantità più elevate di fenoli che oggi rappresentano il valore aggiunto più grande per la nostra salute. Possiamo aggiungere eventualmente piccole quantità (un cucchiaino al giorno) di olio di lino o di canapa. In ogni caso l’olio extravergine d’oliva è preferibile usarlo a crudo, per mantenere al meglio gusto e valore nutritivo.

Per un approfondimento di questi temi e per indicazioni più dettagliate sull’alimentazione, vi consiglio la lettura del mio ultimo libro La dieta per l’Anima (Sassoscritto Editore, Firenze) che contiene anche moltissime ricette di cucina create appositamente per la nostra salute, il bene più prezioso da proteggere con cura e con amore.

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