Il calo del desiderio

Oggi, forse più che nei tempi passati, il calo del desiderio sessuale è un problema che affligge molte coppie, anche stabili.

Il desiderio, in ambito sessuologico, viene definito come “la capacità di fare fantasie sull’attività sessuale e avere voglia di metterle in pratica”. Il cercare di attuarle e la conseguente soddisfazione di tale progetto alimentano il desiderio stesso e spingono alla ricerca di successive situazioni simili.

Giocano un ruolo di fondamentale importanza nella genesi del desiderio anche elementi cognitivi, come le interpretazioni che i soggetti danno delle situazioni, il senso di controllo posseduto, l’importanza attribuita alle circostanze sessuali, la capacità di ricorrere ad altre strategie, anche di tipo non sessuale, per risolvere situazioni problematiche. Stimoli e incentivi sessuali possono essere di natura interna ed esterna.

Se una persona viene stimolata sessualmente si verificano sia reazioni fisiche (nell’uomo si ha l’erezione, per esempio) che psicologiche (il desiderio di fare l’amore).

Nella coppia, la persona che non prova più il desiderio di un tempo viene percepita come sbagliata o difettosa e, solitamente, la prima reazione del partner è pensare che la causa possa essere un tradimento, con conseguenti vissuti di rabbia e paura. Spesso seguono anche sentimenti di inadeguatezza, dovuti al timore di non essere più attraenti agli occhi del partner, e rancori che sovente rimangono inespressi.

Alla base di un calo della libido possono esserci fattori di diversa natura.

Le cause fisiologiche possono essere:

  • malattie che alterano la regolazione ormonale (e che, in particolare, coinvolgono ormoni come il testosterone e la prolattina);
  • malattie che provocano dolore cronico (artrite reumatoide, sindromi da affaticabilità) o che danneggiano il benessere dell’intero organismo e la qualità della vita (tumori, AIDS);
  • conseguenze dell’infertilità e dei trattamenti ad essa dedicati in cui l’atto sessuale viene percepito come dimostrativo;
  • cure farmacologiche (contro ipertensione, colesterolo, diabete; psicofarmaci; anticoncezionali);
  • uso/abuso di alcol e droghe;
  • depressione.

Scartate possibili cause come quelle sopra elencate, la diminuzione della libido può essere fondata su passate esperienze o apprendimenti di vario tipo nella famiglia di origine del soggetto o nella coppia.

Le cause individuali, cioè legate a processi che riguardano anche uno solo dei partner possono essere:

  • ortodossia religiosa. La risposta sessuale o il desiderio possono essere inibiti da particolari (e spesso inconsapevoli) condizionamenti emozionali, contrari alla sessualità, tipici di un sistema religioso sessuofobo e rigido;
  • specifiche fobie sessuali. In questo caso il disturbo è conseguente a paura o ripugnanza per l’attività sessuale, per gli organi genitali (ritenuti “sporchi”) o per i fluidi corporei;
  • timore di perdere il controllo. Questo vale per persone che tendono particolarmente all’ipercontrollo, che temono di poter dire o fare cose inappropriate durante l’orgasmo;
  • paura della gravidanza. È un timore che nasconde un atteggiamento ambivalente sulla possibilità di avere figli;
  • sindrome del vedovo. È tipica di alcuni uomini che, dopo essere rimasti vedovi, hanno difficoltà nella relazione con una nuova compagna perché non hanno elaborato il lutto della precedente moglie o si sentono in colpa nei confronti di questa;
  • personalità ossessivo-compulsiva. Sono individui poco interessati agli aspetti piacevoli della sessualità, incapaci di esprimere le loro emozioni e di abbandonarsi agli impulsi sessuali, sentiti come difficili da gestire;
  • omosessualità. Si tratta di persone che, nonostante l’orientamento omosessuale, si sposano alla ricerca di una “normalizzazione”, salvo, poi, arrivare a un calo del desiderio verso il partner eterosessuale quando riemerge la loro vera inclinazione;
  • preoccupazioni per l’invecchiamento. Stereotipi culturali attuali scoraggiano la sessualità oltre una certa età. Il calo della libido può essere dovuto al fatto che una persona non si ritiene più attraente a causa dell’età o vede nel partner i segni del tempo che passa;
  • stress e affaticamento. Può accadere che stress e lavoro sottraggano tempo e interesse alla relazione sessuale e di coppia, portando anche ad un calo del desiderio. In questi casi occorre distinguere quando stress e impegni vari finiscono per costituire dei veri e propri alibi per evitare i rapporti e l’ansia che da essi si genera.

Tuttavia, di solito, ad essere coinvolti sono soprattutto fattori relazionali, che chiamano in causa conflitti interni alla coppia relativi a problematiche prettamente emotive. Un rapporto caratterizzato da bassa libido può essere conservato perché permette il mantenimento di un equilibrio che riguarda aspetti delicati della relazione, come la vulnerabilità, il controllo e la risoluzione dei conflitti, la lotta per il potere, la fiducia e l’intimità dei partner. Le cause relazionali possono comprendere:

  • conflitti coniugali. Rancori e rivendicazioni nate in altri ambiti del rapporto di coppia finiscono per estendersi anche al campo della sessualità: in particolare nelle donne, il desiderio sessuale è inibito dalla rabbia nei confronti del partner oppure l’atto sessuale viene utilizzato come mezzo per manipolare e punire l’altro. In situazioni come questa accade che la coppia confonda la causa con l’effetto, considerando i conflitti conseguenza degli scarsi rapporti sessuali anziché il contrario;
  • paura della vicinanza. Alcune persone possono essere intimorite dall’eccessiva vicinanza, poiché quest’ultima accresce la paura di essere vulnerabili, di poter essere abbandonati, di diventare dipendenti dal partner; questo avviene frequentemente in persone che hanno molto sofferto in precedenti relazioni o che hanno visto un genitore maltrattato e abbandonato dal partner;
  • mancanza di attrazione. Innanzitutto occorrerebbe considerare se un partner trova ancora fisicamente attraente l’altro; può accadere che il basso desiderio sessuale sia conseguenza di cambiamenti fisici o di una maggior soddisfazione provata in una relazione extraconiugale;
  • scarse abilità sessuali del partner. Partner maldestri, inibiti, che non si attivano adeguatamente possono far perdere interesse all’altro nell’interazione sessuale;
  • squilibri di potere. Se in una coppia il potere è totalmente nelle mani di uno dei partner, può accadere che l’altro utilizzi il proprio desiderio sessuale come unico mezzo di controllo;
  • incapacità di fondere i sentimenti di amore con il desiderio sessuale. Si riscontra soprattutto in alcuni uomini che dividono le donne in due categorie: quelle che sono buone mogli e madri, da amare e rispettare, e quelle che risvegliano i sensi e che vanno bene solo per “andarci a letto”. Questi uomini possono sposare solo donne del primo tipo ma senza riuscire ad apprezzarle dal punto di vista sessuale, poiché ciò è incompatibile con i sentimenti di amore e stima che nutrono nei loro confronti.

Stabilire quando un individuo ha un desiderio sessuale ipoattivo, cioè insufficiente, è piuttosto difficile, poiché non esiste una frequenza standard dei rapporti, come non esistono comportamenti che possono essere definiti “normali”, ma, qualora questa sensazione di disinteresse sia persistente o ricorrente, sono inevitabili ripercussioni a livello individuale e nel rapporto con il partner.

In una relazione di coppia è necessario percepire l’altro come attento e accogliente perché si crei un’atmosfera calda e piacevole che consenta la libera espressione del proprio desiderio orientato alla ricerca del piacere.

Desiderare di far l’amore con una persona è qualcosa di ben più complesso rispetto alla semplice sessualità ed è importante riconoscere che nelle nostre relazioni, con il passare del tempo, qualcosa può cambiare, subendo le influenze di variazioni ormonali, stress e relazioni difficili.

We will be happy to hear your thoughts

Leave a reply

Este sitio web utiliza cookies política de cookies. ACEPTAR

Aviso de cookies