Battere l’osteoporosi con

Battere l’osteoporosi con "Mister Bone" e "Osteolink"

A Firenze, in occasione del Congresso Mondiale sull’Osteoporosi, in corso di svolgimento, la Fondazione F.I.R.M.O. e Amgen hanno presentato ”Mister Bone” e “Osteolink”: sono due nuovi progetti per fermare una patologia che riguarda, solo in Italia, quasi 5 milioni di persone tra uomini e donne.

“Mister Bone” è un progetto di educazione alimentare per la prevenzione dell’osteoporosi sperimentato in alcune scuole elementari di Firenze, che il ministro Gelmini intende lanciare a livello nazionale; “Osteolink” è un progetto di tipo Facebook per la gestione dell’osteoporosi, creato con lo scopo di informare i pazienti, e ora approdato in Europa e in Italia.

1) Mister Bone. Raffigurato da un allegro ossicino antropomorfizzato e sostenuto da Amgen Dompé, il progetto si è sviluppato con una serie di divertenti fumetti, test, quiz, libri e giochi anche via web (www.misterbone.it). Lanciato lo scorso anno all’Istituto Ghiberti di Firenze con 215 studenti e relativi genitori delle elementari Niccolini e Anna Franck, Mister Bone ha evidenziato stili di vita spesso incongrui: deficit alimentari (poco latte, formaggio, frutta, dunque poco calcio e vitamina D) e scarse attività all’aria aperta. Questi ragazzini hanno così imparato a nutrirsi a dovere e a fare opportuno movimento fisico “en plein air”. I risultati sono stati talmente interessanti che l’esperienza è stata ripetuta quest’anno nelle stesse scuole con altri 211 bambini (111 maschi e 100 femmine). Ed è molto piaciuta al ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, che ha chiesto alla Regione Toscana di allargarla a tanti altri istituti, nell’ipotesi auspicabile di farne un programma per tutte le scuole d’Italia.

2) Osteolink. E’ uno strumento simile al più noto Facebook per avere a disposizione, in qualsiasi momento, tutte le informazioni necessarie, e per rafforzare le proprie relazioni e possibilmente costruirne altre con l’unico obiettivo di preservare al meglio la salute delle proprie ossa. La necessità di uno strumento nuovo, facile ed efficace è emersa con chiarezza da una recente indagine condotta dall’”International Osteoporosis Foundation” (IOF) in 13 paesi (Francia, Germania, Italia, Spagna, UK, Austria, Belgio, Ungheria, Grecia, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera e Australia) su pazienti (n.844 donne con più di 55 anni colpite da osteoporosi postmenopausale) e medici (n.837). Per l’Italia hanno partecipato 80 donne e 80 specialisti. I risultati hanno messo in evidenza che i pazienti temono i possibili effetti dell’osteoporosi sulla loro qualità di vita molto più di quanto credano i medici e che mancano le informazioni e gli strumenti adeguati per fronteggiare tali preoccupazioni e, quindi, per avere un’efficace gestione dell’osteoporosi. I contenuti del programma saranno di volta in volta messi a punto da un comitato scientifico costituito da esperti di comunicazione e social networking, membri delle associazioni pazienti nazionali, IOF, medici e dai pazienti stessi. Questa di assistenza risponderà a tutte le necessità di informazione mettendo a disposizione strumenti innovativi, quali video in streaming, podcast e newsfeed.

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