Il goniometro, cos’è e a cosa serve?

Uno degli strumenti più utilizzati in un laboratorio di fisica, o anche da singoli attori in vari campi, è il goniometro. Si chiama anche sestante o trasportatore universale e ha molteplici usi nella vita di tutti i giorni, sia nell’aspetto medico che nella parte professionale della costruzione, nello studio di dati scientifici o anche militari.

Per saperne di più sul goniometro, è necessario dettagliare le sue caratteristiche, la sua definizione, i suoi usi, le parti che lo compongono; ce ne occuperemo in questo momento.

Cos’è un goniometro?

Si tratta di uno strumento da laboratorio a forma di semicerchio da 180 a 360°, la cui funzione specifica è quella di misurare gli angoli e quindi di permettere a qualsiasi oggetto di ruotare attorno ad una precisa posizione angolare. Il termine goniometro ha la sua origine nelle parole greche, una è gonia, che significa angolo, e metron, che significa approcci per misurare.

Grazie al goniometro, possiamo verificare gli angoli esatti tra una coppia di oggetti o punti lontani l’uno dall’altro.

Se riusciamo ad allineare l’asse di rotazione di uno strumento con l’asse centrale del giunto, e con ogni parte del goniometro attraverso tutti i segmenti del giunto; il risultato del controllo visivo dello strumento, sarà quello desiderato dalla persona.

Il primo scienziato ad utilizzare un goniometro fu il francese Anould Carangeot, nell’anno 1783, che può essere considerato l’inventore di questo strumento. Anche se ci sono rapporti che dal 1669, qualcosa di simile è stato utilizzato nello studio dei cristalli in diversi laboratori in Europa.

A cosa serve il goniometro?

Come già detto, viene utilizzato principalmente per la misurazione degli angoli in ambito industriale e scientifico. In medicina, viene utilizzato nella riabilitazione medica: il goniometro, aiuta il fisioterapista a costruire una corretta routine di esercizio fisico, basata sulla flessibilità e sulla mobilità della persona. Viene anche utilizzato per evidenziare l’ipermobilità. Questo aiuta nell’applicazione delle tecniche di attivazione e stabilizzazione delle articolazioni del corpo umano.

Tra le altre aree in cui il goniometro goniometro è abbastanza utile, ricordiamo

Architettura: Progettazione di piani di costruzione.

Cristallografia: Utilizzato nell’osservazione degli angoli interfacciali dei cristalli di quarzo.

Calcoli militari: Serve a localizzare la direzione da cui provengono i dati di una specifica comunicazione.

Topografia: Si usa per ruotare un oggetto nello spazio ad un angolo esatto intorno ad un punto di una data superficie.

Pezzi goniometrici

Qui mostreremo le parti fondamentali del goniometro.

Corpo: Ci sono da 180 a 360°, è il più comune da riconoscere come la sua somiglianza con un trasportatore ordinario è abbastanza notevole.

Braccio stazionario: noto anche come braccio di stabilizzazione, è fissato allo strumento, quindi la sua posizione relativa non è mai indipendente.

Braccio mobile: La sua caratteristica principale è che se il movimento è libero dallo strumento, il suo braccio è mobile ed è fissato al corpo con una piccola vite stretta.

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