La lentezza a tavola dimezza la spesa e migliora la qualità

A tavola la lentezza fa bene sia alla salute che alle tasche: è possibile, infatti, tagliare fino al 50% il costo della spesa e migliorare la qualità della vita evitando lo stile frenetico che spinge a ridurre i tempi dedicati all’acquisto, alla preparazione ed al consumo degli alimenti. E’ quanto afferma la Coldiretti che ha messo a punto un “decalogo antistress” per difendersi dai danni di una vita ad alta velocità: dagli acquisti diretti dal produttore alla lettura più attenta dell’etichetta, dalla conoscenza dei prodotti locali alla spesa di gruppo, dalla cucina alla coltivazione dell’orto fino al recupero degli avanzi in gustose ricette.

Ecco in dettaglio il decalogo:

1) Scegliere meglio il punto vendita: in Italia sono aperti ben 500 mercati degli agricoltori di campagna amica e nel 2009 sono saliti a 63.600 i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove è possibile comperare e verificare la qualità del cibo acquistato, secondo una analisi della Coldiretti.

2) Guardare le etichette: negli acquisti al negozio o al supermarket verificare attentamente i prodotti che si mettono nel carrello, evitando prodotti esteri spacciati per made in Italy.

3) Cercare i prodotti locali e di stagione: scoprire i prodotti locali, tipici e di stagione del territorio, oltre che piacevole, aiuta anche a ridurre l’impatto ambientale.

4) Acquisti di gruppo: gruppi di acquisto formati da condomini, colleghi, parenti o gruppi di amici che decidono di acquistare insieme per ottenere condizioni vantaggiose ma soprattutto per garantire che la qualità degli acquisti sia aumentata del 30%.

5) Dedicare più tempo alla cucina: si riduce il tempo trascorso in cucina in Italia, dove alla preparazione dei pasti di dedicano appena 35 minuti per il pranzo di 33 minuti per la cena mentre sembra essere stata individuata una relazione tra il minor tempo dedicato alla cucina ed i casi di obesità, soprattutto nei giovani che, in assenza delle torte della mamma, mangiano merendine e prodotti industriali, ricchi di grassi, conservanti, coloranti ed aromi artificiali.

6) Preparare in casa pane, pasta, yogurt, conserve e confetture: si tratta di attività salutari che aiutano a risparmiare garantendosi la qualità degli ingredienti utilizzati.

7) Recuperare con gusto gli avanzi: polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia, sono un’ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi. Un’usanza molto diffusa che nel passato ha dato origine a piatti diventati simbolo della cultura enogastronomica del territorio come la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta.

Coltivare un piccolo orto: quasi quattro italiani su dieci (37%) dedicano parte del tempo libero al giardinaggio e alla cura dell’orto. Un’opportunità non solo per chi ha spazi all’aperto, ma anche – spiega Coldiretti – semplici terrazze grazie all’offerta di piante di varietà adatte alla coltivazione in vaso. Non solo piante, fiori, basilico, rosmarino e menta, ma anche pomodori, zucchine e lattughe disponibili nei vivai.

9) Pausa pranzo adeguata: gli italiani che mangiano tra le mura domestiche sono la maggioranza, ma aumentano quelli costretti, per motivi di lavoro o studio, a mangiare fuori che portano il loro pranzo da casa, con il vantaggio di mangiare sano e ritrovare un po’ di tranquillità familiare.

10) In vacanza nei locali a chilometri zero: cercare nelle guide e su internet (ad esempio su www.campagnamica.it) e scegliere ristoranti, agriturismi ed osterie che offrono prodotti locali a chilometri zero. E’ un ottimo modo per conoscere durante le vacanze la storia, la cultura e il sistema produttivo della zona che si sta visitando.

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