Perché il bambino piange di notte e come comportarsi

La nascita di un bambino è un momento di pura felicità, ma non bisogna dimenticare che si tratta anche di un trauma che coinvolge sia la madre che il piccolo.

Il neonato si trova costretto ad abbandonare un rifugio sicuro, caldo e con cibo in abbondanza disponibile senza alcuno sforzo; per lui il mondo esterno è un luogo inesplorato e privo di sicurezze.

Non stupisce che possa spaventarsi, soprattutto di notte, e ricercare attenzioni attraverso il pianto.

Ma come comportarsi in questi casi? E come tranquillizzare il piccolo?

Perché il bambino piange?

I bimbi utilizzano il pianto come mezzo di comunicazione; le lacrime possono indicare paura, fame, dolore o semplicemente che è arrivato il momento di cambiare il pannolino.

Per un neogenitore non è semplice interpretare questo linguaggio fatto di vagiti, ma è possibile capirlo cercando di immedesimarsi nella mente del piccolo.

I pianti notturni sono comuni e normali nei primi mesi di vita: il bambino deve abituarsi ai ritmi del nuovo mondo in cui si trova, regolare le sue abitudini con la fame e i bisogni corporali e, soprattutto, abituarsi a essere un individuo indipendente.

Che tutto questo possa causare un po’ di paura è perfettamente comprensibile, quindi niente panico!

Accorrere o lasciarlo sfogare?

Esistono due correnti di pensiero in merito alla gestione dei pianti notturni: accorrere per tranquillizzare il bimbo o lasciarlo piangere fino a quando si riaddormenterà da solo.

In passato veniva consigliato di tranquillizzare il piccolo cullandolo in spalla, aiutandolo a riprendere il sonno; recentemente, però, uno studio dell’Università di Philadelphia ha evidenziato l’importanza di lasciar sfogare liberamente il pianto del bambino.

Secondo questa ricerca, infatti, ciò aiuterebbe il piccino a stabilire e regolare le proprie abitudini al sonno, permettendogli di prendere confidenza più velocemente con il ritmo circadiano e garantendo una migliore qualità del riposo.

Una soluzione intermedia potrebbe essere quella di non sollevare il bambino, ma accarezzargli la schiena o il pancino facendo percepire la propria presenza senza rischiare di svegliarlo del tutto.

Come aiutare il buon sonno

Un bimbo comodo dormirà meglio: preparate il suo lettino in maniera che sia confortevole, utilizzate un pigiama bambino che lo avvolga proteggendolo dal freddo senza farlo sudare e circondatelo con i suoi giocattoli preferiti.

Creare un ambiente rassicurante lo aiuterà a riaddormentarsi una volta sveglio.

Una goccia di olio essenziale di lavanda, sulle lenzuola o sul pigiama bambino, concilierà il sonno.

Un’altra cosa importante è la routine: abituatelo a coricarsi sempre alla stessa ora, compiendo sempre gli stessi gesti anche al momento del risveglio. Questo lo aiuterà a sapere che sarete accanto a lui quando verrà il mattino.

Nei primi mesi di vita i ritmi di un bambino hanno bisogno di adattarsi al nuovo ambiente e richiedono un po’ di pazienza.

La cosa importante è stabilire una routine da mantenere e creare un ambiente confortevole per il piccolo; non abbiate fretta, con un po’ di costanza il sonno si farà più profondo e senza interruzioni.

Ricordate che anche per i genitori poter godere di qualche ora di sonno profondo può essere un toccasana, quindi cercate di ritagliarvi un po’ di tempo per il vostro benessere.

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