solo una su 4 decide di denunciare

Aumentano le donne che si rivolgono ai Centri Antiviolenza della Toscana, ma continua ad essere bassa la percentuale di quelle che decidono di denunciare gli abusi subiti. Il Secondo Rapporto sulla violenza di genere in Toscana è stato presentato a Palazzo Strozzi Sacrati. Il testo è scaricabile da http://servizi.regione.toscana.it/osservatoriosociale/.

Secondo l’Istat circa metà delle donne italiane in età compresa tra i 14 e i 65 anni (quasi 10 milioni e mezzo) hanno subito nella loro vita ricatti sessuali sul lavoro, pedinamenti, esibizionismo, telefonate oscene, molestie verbali e fisiche. »La strada da compiere è ancora molto lunga – ha detto l’assessore al welfare con delega alle pari opportunità Salvatore Allocca – perchè i cambiamenti culturali richiedono sempre un bel po’ di tempo per affermarsi. La Regione tuttavia in questi ult imi anni non è stata a guardare. É stata approvata una legge regionale specifica (la 59 del 2007) e le relative linee guida di attuazione, che hanno individuato una rete territoriale di servizi per l’intervento ed il contrasto, è stata attivata una campagna informativa (‘Mai più sola’) per il sostegno alle vittime e creato un sistema per monitorare il fenomeno. Il Secondo Rapporto è il frutto di questo lavoro».

Dal 1 luglio 2009 al 30 giugno 2010 le donne che si sono rivolte presso le 24 strutture toscane sono state 1.761. Il 62% ha tra i 30 e i 49 anni e circa la metà è coniugata. Sono donne mediamente istruite: quasi il 40% ha il diploma e il 13% la laurea. Il 42% ha un lavoro fisso; una su 10 è precaria. Le donne straniere sono state quasi un terzo del totale; di queste solo un terzo lavora stabilmente e 3 su 4 hanno meno di 40 anni.

Il 70% del totale si rivolge ai centri di persona, per avere informazioni , assistenza psicologica, ascolto, consulenza legale e, nei casi più gravi, sostegno per l’allontanamento del o dall’aggressore. La percentuale di quelle che sono state segnalate da altri è più alta tra le straniere: il 43% contro il quasi il 24 delle italiane. La maggior parte si è già rivolta ad altri servizi (forze dell’ordine e servizi sociali, rispettivamente il 21,5% e il 20%), specie le straniere. Molto bassa (2,3%) quella di chi è già andato ad un consultorio.

Coloro che accedono ai centri lo fanno soprattutto per denunciare i maltrattamenti subiti tra le mura domestiche. 8 su 10 hanno subito violenza psicologica, più di 6 su 10 fisica, il 27% economica, quasi l’11% stalking, quasi l’8% sessuale, il 3% molestie e soltanto meno dell’1% mobbing (in questo caso sono altri i canali di sostegno).

Ogni donna ha dichiarato di aver subito più di un tipo di violenza: 3.291 le segnalazioni di maltrattamento, una media di quasi 2 forme di sopruso per ciascuna vittima. Oltre il 73% delle donne straniere è vittima di violenza fisica (contro il 61% delle italiane). Le vessazioni economiche colpiscono di più le donne straniere (35% contro 24%).

Sono soprattutto il coniuge (45,6%) ed il convivente (16,3%) a vestire i panni dell’aggressore; un quinto delle violenze sono commesse dagli ex. Per le donne straniere è soprattutto il partner a consumare la violenza, in oltre il 70% dei casi. Il 45,2 di casi di violenza sessuale denunciati avviene anch’esso all’interno della relazione di convivenza, il 13,3% da un parente e un altro 13% dall’ex.

Quasi 7 donne su 10 decidono di essere prese in carico dai vari Centri e circa il 26% decidono di sporgere denuncia alle pubbliche autorità. Le donne straniere sono maggiormente propense a intraprendere questa strada: oltre il 36% delle extracomunitarie contro il 29% delle comunitarie ed il 23% delle italiane. Coloro che denunciano hanno soprattutto subito stalking, più del 45%. Seguono violenza sessuale (41%) e mobbing (40%).

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