Sono i toscani i più longevi al mondo

Sono i toscani i più longevi al mondo, tra i maschi, con un’aspettativa di vita di 79.6 anni. Le donne toscane vivono più a lungo (la media è 84.7), ma sono superate dalle donne giapponesi (media 86 anni), mentre gli uomini toscani detengono il primato mondiale della longevità.

Un’aspettativa di vita che è cresciuta molto negli ultimi 15 anni, passando dal 75.7 del 1995 all’attuale 79.6 per i maschi, e dall’81.8 del ’95 all’attuale 84.7 per le femmine. Sono alcuni dei dati presentati nell’Auditorium di Sant’Apollonia, dove si è tenuto uno degli incontri della fase di ascolto per il nuovo Piano sanitario e sociale integrato regionale, che dall’inizio di marzo stanno coinvolgendo cittadini, operatori, amministratori.

“Abbiamo aggiunto anni alla vita, ora vogliamo riuscire ad aggiungere vita agli anni – ha commentato Chiara Gherardeschi, uno degli operatori che seguono la stesura del nuovo PSSIR , presentando i dati – L’allungamento della vita è una dato positivo, il risvolto negativo è che poi spesso queste persone restano sole”. Altre notizie positive emerse dalla presentazione: le famiglie toscane sono meno povere di quelle italiane; la Toscana riesce a dare risposte migliori alle famiglie con figli minori; è la prima regione italiana per presenza di volontariato nelle comunità: fra i volontari, sono numerosi gli studenti, ma aumentano di più gli ultra65enni. Ancora, la Toscana è prima in Italia e in Europa per le abitazioni in proprietà: secondo i dati EU-SILC (European Union Statistics on Income and Living Conditions), al 2008 il 71% delle famiglie toscane vive in una casa di proprietà, il 12% in un alloggio a titolo gratuito, l’11% in una casa in affitto di mercato, il 6% in una casa in affitto sociale. “Partiamo da una realtà buona – osserva Chiara Gherardeschi – ma la sfida comunque c’è. Il nostro obiettivo è costruire la salute: non solo come semplice assenza di malattia, ma come stato di completo “benessere”, come indica l’OMS.

A Simona Dei, altro operatore che segue il percorso del PSSIR, il compito di evidenziare gli aspetti su cui ancora c’è da lavorare. “Per esempio, dobbiamo capire come evitare le morti prima dei 65 anni (mortalità prematura), e soprattutto come intervenire sulle differenze presenti nei vari territori toscani per quanto rigua rda lo stato di salute delle persone. Aumentano i minori accolti nelle strutture residenziali e diminuiscono quelli accolti nelle famiglie. Ci sono tante famiglie, ma sempre più piccole e fragili. E poi, anche in Toscana, la salute ha risultati diversi a seconda della condizione sociale: man mano che diminuisce il livello culturale, aumentano ricoveri e mortalità. E la forbice si amplia sempre di più. E’ un problema che riguarda tutti il mondo occidentale, ma noi vogliamo affrontarlo. E il PSSIR è fondamentale per vincere questa sfida”.

Le prime causa di morte, ci dice l’Organizzazione mondiale della sanità, sono ipertensione arteriosa (21,7%), fumo di tabacco (18,8%), ipercolesterolemia (11,1%), sovrappeso/obesità (10%). “Dobbiamo essere consapevoli che scegliamo di vivere con la salute o la malattia con le nostre scelte di vita quotidiana. Uno studio canadese ci dice che il 15-25% dei servizi sociali e sanitari, il 10-20% della genetica e il 50-60% dell’ambiente, della cultura e dell’economia contribuiscono a migliorare la salute e il benessere.

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